31.10.2013

la cantina del castello

la cantina del castello

Offrire una scelta è di per se stessa, una scelta. 

 

Esiste forse maniera migliore di onorare un vino, chi lo produce o la terra che ad esso ha dato origine, se non quello di servirlo ai propri ospiti?

 

Questo è il nostro modo di intendere una carta dei vini.

 

Qual è il nostro preferito? In questa carta li amiamo tutti.

L’amore ci conduce verso le varie sfumature del Nebbiolo piemontese, verso le sottozone del Chianti con i tanti diversi Sangiovese , ci porta tra i vignaioli eroici della Valtellina o a inebriarci con le bollicine (ma non solo dalla Franciacorta).

L’amore ci spinge a proporre perle rare come la Vitovska e lo Schioppettino del Friuli, l’Aglianico del Vulture, il Sagrantino dell’Umbria. Ci spinge a riscoprire il Riesling alsaziano,  gli altri piccoli-grandi territori della Borgogna, ma questo viaggio entusiasma pure quando versi nel calice il meraviglioso Verdicchio delle Marche.

 

E la Romagna !

 

E’ affascinante decifrare le sottozone  del sangiovese, cogliere le caratteristiche che distinguono il territorio di Bertinoro da quello di Brisighella o di Predappio.

 

Avventuratevi in scelte insolite, ci renderete felici.

La scelta di un vino, così come quella di un piatto, è la manifestazione di un modo di essere.

Essa si rivela attraverso atteggiamenti, i più variegati: euforia, intimità, sensualità, bramosia, ostentazione…

Il vino è anche un percorso intellettuale: la citazione di Hemingway  non poteva riassumere meglio il mio pensiero. il vino è la rappresentazione di un pensiero! E’ la compiuta genesi di quell’atto che (ri)porta l’uomo verso la terra, per ricavarne da essa il naturale pegno che poi, l’uomo, elabora con la mente e con il cuore, anzi, con lo spirito.

 

Che sia per questo motivo  che spirito è sinonimo di alcool?

 

 

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