05.08.2013

un racconto privato

un racconto privato
Sono passati 10 anni da quando il vecchio bar è stato smantellato.

Questo bar si trovava dentro una stanzetta, subito dopo l'ingresso.
Era il mio rifugio: mi ci rintanavo per lavare i bicchieri insieme a mio fratello e a mia nonna. Lo chiamo rifugio perché ero molto timido. Mio padre desiderava che stessi fra i tavoli, in sala, ma io mi vergognavo e preferivo stare dietro le quinte.
Poi un giorno mio padre fu più perentorio del solito: "Esci dal bar e vieni in sala!"

Quel giorno è così iniziata la mia attività di ristoratore.

Diventando grande (ed esperto) mi resi conto che questo piccolo bar era in una posizione infelice, decisi quindi di spostare il bar al centro della sala, in veranda, dove si trova adesso. Questo ci permetteva di servire più velocemente le bevande e i caffè.
“E la stanzettina? Cosa ne facciamo?”

Mio padre ebbe l'idea: “Creiamo una saletta privata!”
Chiamammo a Firenze Franco Mariotti, uno dei più grandi interior designer, il patron dei negozi Flair presenti in tutto il mondo. E fece un ottimo lavoro, devo dire che a distanza di 10 anni questa stanzetta privata ancora mi emoziona (da 3 anni esiste anche il privèe estivo, un gazebo completamente circondato da piante e fiori, in prima linea di fronte al panorama).

In 10 anni abbiamo visto tanti e diversi tipi di coppia in questa saletta:

quella che cena mano nella mano, quella che non parla e vuole vedere la televisione, quella focosa che manco la presenza del cameriere interrompeva un lunghissimo bacio, quella che ha voluto che servissimo un dessert con sopra un anello di fidanzamento e poi le coppie composte da soli uomini e quelle composte da sole donne. Abbiamo visto anche coppie litigare: una volta lei ha abbandonato lui, un'altra lui ha abbandonato lei.


Ma la scena più bella è stata la seguente.
Cena normalissima, lei e lui.  
Lui, senza motivo comincia a diventare arrogante, con lei, che inizialmente non gli da peso.
Però lui non demorde, anzi sembra diventare sempre più nervoso e lei comincia ad agitarsi.

Al culmine della tensione, come un attore di lungo corso, lui smette di parlare..si apre in un sorriso radioso, si alza da tavola, si mette in ginocchio vicino a lei ed esclama: “Io ti amo” e togliendo dalla tasca una scatolina, gliela porge: “E voglio sposarti!”.

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